30 agosto 2017
Monterivoso (Ferentillo), Chiesa di S. Antonio
Mercoledì 30 agosto 2017 ore 21.15
L’ORGANO FEDELI DEL 1741
Polina Balva, soprano & Diego Cannizzaro, organo
(Palermo)
PROGRAMMA
Padre G.B. Martini (1706/1784) Messa Solennissimi per organo Offertorio, Elevazione, Post communio, Toccata per l’Ite Missa est
J.S. Bach (1685/1750) Quia respexit Aria dal Magnificat BWV 243
Alessandro Scarlatti (1660/1725) O cessate di piagarmi – Aria dall’opera Pompeo
Alessandro Scarlatti (1660/1725) Partite sopra la Follia di Spagna per organo
John Dowland (1563/1626) Come again, sweet love
Giulio Caccini (1550/1618) Amarilli
Herny Purcell (1659/1695) Music
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Il programma proposto spazia dalla fine del XVI secolo al XVIII secolo toccando diverse scuole musicali e diversi stili. L’esordio è affidato al più moderno dei compositori proposti, il bolognese Padre Martini, erudito compositore e grande musicologo di cui si eseguirà un’intera messa organistica. Seguono due brani vocali di Johann Sebastian Bach e Alessandro Scarlatti, due compositori che provengono da scuole musicali differenti ma che ebbero in comune il gusto per la composizione dotta ed elevata che in entrambi i casi crearono difficoltà di comprensione presso i loro contemporanei ma che oggi riconosciamo come vertici assoluti della musica barocca. Di Scarlatti ascolteremo pure una serie di variazioni sopra la Follia per organo di pregevole fattura. Con John Dowland si volge lo sguardo alla musica tardo rinascimentale per completare il programma con due brani di Caccini e Purcell assolutamente significativi di un’epoca musicale.
L’organo della Chiesa di Sant’Antonio di Monterivoso risale al 1741 e fu realizzato da Felice Fedeli, come attestato da un cartiglio manoscritto.
Collocato entro una cassa lignea addossata alla struttura muraria, al di sopra del portale d’ingresso principale della Chiesa, è composto da 22 canne di stagno, 45 tasti e 8 pedali.
I lavori di restauro sono stati effettuati da Marco Laurenti, sotto la direzione della Dott.ssa Rosa Maria La Scala. Il restauro è stato realizzato grazie alle donazioni di cittadini benefattori e ai contributi della CEI, della Fondazione CARIT, dei Santesi di Sant’Antonio e Santa Lucia di Monterivoso e della Confraternita del Sacramento.